Rutilio Benincasa, astrologo e matematico calabrese del XVI secolo, è noto soprattutto per il suo “Almanacco perpetuo”, un’opera di vasto respiro che unisce conoscenze scientifiche, astrologia e credenze popolari.
Benincasa nacque a Torsano, presso Cosenza, intorno al 1555. Poco si conosce della sua vita, ma sembra abbia soggiornato in Sicilia al servizio di un celebre astronomo. Autodidatta di umile estrazione, Benincasa raggiunse tuttavia un notevole livello di istruzione, avvicinandosi all’aristocrazia colta cosentina.
L’”Almanacco perpetuo”, pubblicato per la prima volta nel 1593, ebbe numerose ristampe e traduzioni in diverse lingue. L’opera raccoglie una vasta gamma di argomenti: dall’astronomia all’agricoltura, dalla medicina alla navigazione, con ampio spazio dedicato all’astrologia e alla cabala. Benincasa si distinse soprattutto per l’accuratezza dei calcoli astronomici e delle previsioni meteorologiche, nonostante le sue teorie astrologiche e cabalistiche.
Nelle successive edizioni, l’Almanacco fu modificato e ampliato dal tipografo Ottavio Beltrano, che ne curò diversi aspetti editoriali. L’opera ebbe grande fortuna nel mondo popolare, divenendo una delle principali fonti di informazione e intrattenimento per contadini, artigiani e ceti meno colti. Benincasa fu considerato uno dei più grandi astrologi e indovini del suo tempo, la sua fama, diffusa in Italia e in Europa, rivive nelle citazioni di diversi storici e scrittori.