Giovanni Tancredi (1872-1948) è stato uno studioso e cultore della cultura popolare garganica con un’attenzione particolare agli aspetti etnografici e folcloristici. Fin dagli ultimi anni dell’Ottocento si impegnò a recuperare e valorizzare le tradizioni popolari della sua terra di origine, Monte Sant’Angelo, con una sensibilità rara per l’epoca.
Tancredi si distinse per il suo approccio attento anche agli aspetti sociali del territorio, come l’analfabetismo, e cercò di promuovere interventi educativi mirati. Un esempio importante del suo impegno fu la nascita e l’attività della “Casa dei Bambini ‘Trento e Trieste’” a Monte Sant’Angelo, fondata per gli orfani della Prima guerra mondiale a partire dal 1921, ispirandosi alle esperienze di Maria Montessori.
Come etnografo e folclorista, Tancredi pubblicò il suo primo testo specialistico, un opuscolo sulla Casa dei Bambini, e proseguì nella raccolta di canti, leggende, proverbi e usanze del Gargano, acquisendo una solida formazione e un riconoscimento culturale anche a livello regionale e nazionale. Fu coinvolto nella Mostra di Etnografia Italiana a Roma e mantenne rapporti con importanti studiosi come Loria.
Negli anni Trenta, Tancredi visse con tensione l’inserimento del folklore nella strategia culturale nazionale e la conseguente gestione del consenso politico, cercando di mantenere una fermezza scientifica e una vicinanza alla propria comunità locale.
La sua opera più conosciuta è “Folclore garganico“, e la sua attività si estese anche all’istituzione del Museo delle arti e tradizioni popolari del Gargano, che resta una testimonianza significativa delle sue ricerche.
Tancredi rappresenta quindi una figura di grande rilievo nel panorama culturale garganico, che seppe coniugare attenzione didattica, impegno sociale e passione etnografica, contribuendo a dare voce alla cultura popolare del suo territorio.