Nasce a Monte Sant'Angelo il 2 settembre del 1872. I genitori erano Luigi Tancredi (insegnante) e Elisa Bettina Saveria Palomba.
Ottiene il Diploma di abilitazione all'insegnamento elementare, e anche il Diploma di abilitazione al lavoro manuale
Fondazione del primo Giardino d’infanzia in Capitanata, attività legata all’esperienza pedagogica di Tancredi
Il 13 novembre 1907 donò al Municipio di Monte Sant'Angelo "di ricco materiale didattico sussidiario ai vari insegnamenti", ricevendo il voto unanime do encomio del Consiglio Comunale
Pubblica il “Vocabolarietto dialettale garganico”, studi demologici di grande importanza, che saranno aggiornati nel 1913 e 1915 con ulteriori termini dialettali
Partecipazione all’organizzazione della Prima Mostra etnografica italiana a livello internazionale
L'Ufficio Notizie fu gestito da Giovanni Tancredi durante i quattro anni della guerra (Prima Guerra Mondiale) e il suo lavoro era considerato "importante e delicato".
Fondatore della Casa dei bambini "Trento e Trieste" e spazio didattico etnografico.
Il 12 novembre 1922 viene riconosciuta come Ente Morale,
Accompagna il principe ereditario Umberto di Savoia durante la sua visita a Monte Sant'Angelo.
Scrive Visita al Gargano di S. A. R. il Principe Umberto di Savoia e Il Gargano al tempo di Ferdinando I d'Aragona
Crea il Museo Etnografico "Lantini" per fini didattici nella sua Casa dei bambini.
Coopera alle feste del costume a Roma e al raduno dei costumi a Venezia. La sua raccolta museale è presentata con un "corpus" organico alla II Mostra Internazionale di Arte Decorativa di Monza
Pubblica la sua opera maggiore, Folclore garganico.
Pubblica La porta di bronzo della basilica palatina di S. Michele in Monte S. Angelo
Giovanni Tancredi morì a Monte Sant'Angelo il 2 novembre del 1948.
La sua morte avvenne all'alba di una nuova era che vedeva finalmente l'Italia sulla via della ricostruzione e della riconquistata libertà democratica. Alla sua scomparsa, tutta la città di Monte Sant'Angelo lo pianse, ricordando non solo l'uomo di cultura, ma soprattutto l'uomo che aveva saputo comprendere la sua gente, il suo popolo e la sua anima. I suoi funerali furono imponentissimi e celebrati a spese del Comune
Questo studio iniziale sul dialetto rivelò Giovanni Tancredi ai primi studiosi di folclore e ne determinò l'invito a partecipare a Mostre etnografiche.
Tancredi coopera all'organizzazione della Prima Mostra etnografica italiana promossa dal Prof. Lamberto Lauria.
Un primo nucleo di oggetti e modelli di attività artigianali e cicli agricoli viene ordinato presso la "Casa dei bambini" (Ricreatorio/Educatorio Tancredi), un istituto fondato nel 1898.modo consequat.
Tancredi idealizza e realizza la "Casa dei bambini" (dal 1920/21). In questo periodo inizia a raccogliere materiale per fini didattici, che costituirà il nucleo originario del Museo Etnografico del Gargano
Il Museo Etnografico Tancredi viene creato ufficialmente (per fini didattici) nella sua "Casa dei bambini". La raccolta si presenta con un suo "corpus" organico alla II Mostra Internazionale di Arte Decorativa di Monza, suscitando l'interesse degli specialisti
Queste attività sono legate alla profonda esigenza di Tancredi di conoscere la cultura popolare del suo popolo.
Il Museo Etnografico di Tancredi è presente a questo evento con sei completi che rimasero nella raccolta nazionale.
Tancredi presenta un'eccezionale documentazione fotografica (la futura Fototeca) sulle attività dell'area culturale garganica alla Mostra fotografica di Foggia.
Il Museo di Tancredi partecipa alla I Esposizione Nazionale d'Arte e Mestieri di Bolzano, venendo consacrato all'attenzione del pubblico e annoverato ufficialmente tra i primi musei della nuova scienza del "folklore"
La raccolta continuò ad arricchirsi di pezzi occasionali. Il Museo rimase allocato nei locali dell'ex Convento di S. Francesco (sede della Casa dei bambini). Anche la casa di Tancredi fungeva da piccolo Museo
Dopo la sua scomparsa, la raccolta fu soggetta a un periodo di "oblio polveroso e disfacimento"
Dopo quasi vent'anni di abbandono, l'Amministrazione comunale decide di trasferire il Museo dalla "Casa dei bambini" (Via San Francesco) ai locali di Via Vittorio Emanuele (vecchio Dazio comunale), più ampi e centrali.
Il progetto di allestimento del "nuovo" Museo viene affidato a Guido Cafiero, con la collaborazione di studiosi locali per la catalogazione e schede illustrative. Fu intrapresa una fase di restauro e ricostruzione di parti distrutte. Viene data al Museo la denominazione: "Museo delle Arti e Tradizioni Popolari del Gargano G. Tancredi"
La prima raccolta fotografica (Fototeca Tancredi) viene affidata a esperti per lo studio, la pulitura e il restauro
L'Amministrazione Comunale incarica l'arch. Piero Batini di redigere il progetto per il nuovo allestimento, destinando l'ex Convento di S. Francesco come sede definitiva.
Durante i lavori di ristrutturazione dell'ex Convento di San Francesco, fu recuperato un cospicuo numero di lastre e fotografie che completarono la Fototeca
Nasce l'attuale Museo Etnografico "G. Tancredi" (presso l'ex Convento dei Francescani), sotto la Direzione scientifica del Prof. Gian Battista Bronzini e l'allestimento dell'Arch. Piero Batini. Questa fu una "rifondazione" mirata a rendere l'opera di Tancredi più storicizzata e dinamica.
Il Museo riapre al pubblico in seguito a interventi restaurativi (Progetti PON), arricchito di nuovi strumenti multimediali e interattivi per descrivere visivamente la civiltà contadina garganica