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La donazione Matteo Sansone

Il Museo Etnografico Tancredi, rappresenta un punto di riferimento fondamentale per la comprensione della ricca cultura e delle profonde tradizioni del territorio garganico. Tra le sue direttrici interne di lavoro, il culto di San Michele Arcangelo spicca per la sua importanza storica, religiosa e sociale, evidenziando una profonda interazione tra fattori sacri ed economici.
In questo contesto, la Donazione del Dottor Matteo Sansone si inserisce come un contributo di eccezionale valore, arricchendo in maniera significativa il patrimonio museale e la nostra conoscenza della devozione popolare.

Chi è il Dottor Matteo Sansone?
Il Dottor Matteo Sansone non è solo un generoso donatore, ma anche un profondo conoscitore e studioso delle tradizioni locali. È l’autore di importanti testi sull’iconografia di San Michele e sull’oreficeria garganica, il che testimonia la sua competenza e la sua passione per la storia e le arti del territorio. La sua dedizione al recupero e alla valorizzazione del patrimonio culturale è dimostrata anche dal ritrovamento e dall’identificazione di frammenti scultorei di San Michele, che ha arricchito la sua collezione personale prima della donazione.

L’importanza della donazione
Il Dottor Matteo Sansone ha donato al Museo “G. Tancredi” parte della sua collezione privata di statuaria montanara. Si tratta in particolare di un rilevante corpus documentario di statue in pietra di San Michele. Questa acquisizione è di cruciale importanza per diverse ragioni:

Documentazione Storico-Artistica: Le statue donate costituiscono un prezioso insieme di manufatti che possono essere analizzati non solo da un punto di vista documentario, ma anche e soprattutto da una prospettiva storico-artistica. Offrono una testimonianza tangibile dell’evoluzione dell’iconografia di San Michele in Occidente e della sua rappresentazione locale, che ha avuto origine proprio a Monte Sant’Angelo, considerata la culla primogenita occidentale del suo culto.

Comprendere la Devozione Popolare: Per secoli, abili artigiani locali, noti come “statuari” (come le famiglie Iasio, Perla, Bisceglia), hanno prodotto queste statue in pietra di San Michele, vendendole nell’atrio della basilica e diffondendole in tutta Italia e all’estero. La diffusione di queste opere è un indicatore fondamentale della popolarità e della capillarità del culto micaelico. La tradizione di questi “sammecalère”, purtroppo interrottasi con la morte di Michele Perla, l’ultimo artigiano, rivive oggi grazie a queste testimonianze.

Contesto Culturale e Protettivo: Quest’arte scultorea, fiorita a partire dal ‘600, nacque anche come atto devozionale e di protezione contro calamità come pestilenze e terremoti. Le figure scolpite o dipinte di San Michele erano un tempo onnipresenti nella vita domestica e cittadina del Gargano, poste in nicchie lungo le strade, sulle facciate delle case, all’interno dei caratteristici fumaioli garganici e persino nelle cisterne. La collezione Sansone permette di studiare e valorizzare questa profonda integrazione del sacro nel quotidiano.


Valorizzazione del Territorio: La donazione contribuisce a rafforzare la missione del museo di documentare la religiosità popolare e la sua evoluzione, partendo dal presente per proiettarsi nel passato, tenendo conto della lunga durata dei fenomeni e della lenta evoluzione dell’immaginario.

Un Legame Indissolubile con la “Sacra Montagna”
Le opere degli statuari di Monte Sant’Angelo erano richieste non solo per le loro qualità artistiche, ma anche e soprattutto perché erano eseguite in pietra della Sacra Montagna e da artigiani che lavoravano direttamente nell’ambito del Santuario. Questo conferiva ai manufatti un valore intrinseco, un legame profondo e autentico con il luogo delle apparizioni e con il potere taumaturgico dell’Arcangelo.
La Donazione Sansone è quindi molto più di una semplice acquisizione museale; è un ponte con il passato, un’opportunità unica per studiosi e visitatori di toccare con mano la profondità e l’evoluzione della devozione popolare a San Michele Arcangelo, così intrinsecamente legata alla storia e all’identità di Monte Sant’Angelo e dell’intero Gargano.